sabato 6 agosto 2016

Review of the Week #144 La dichiarazione - Gemma Malley

Buon pomeriggio e buon sabato! ^_^ Come state?
Il mio viaggio ad Atene (si spera) sta terminando... domani tornerò a casa! Oggi in programma abbiamo gli ultimi musei... chissà cosa mangeremo, cosa faremo, se litigheremo (quando si convive con persone con cui solitamente non lo si fa è quasi normale accada xD). Insomma, chissà come sarà andata in generale! Voi cosa mi raccontate? Cosa state facendo? Come state passando questo primo sabato del mese? :) Fatemelo sapere, se vi va ^_^ Spero vi stiate divertendo! Ora vi lascio al post :D


Review of the Week è una rubrica a cadenza settimanale, postata solitamente il sabato, nella quale si recensisce un determinato libro letto in precedenza, con annessa votazione.

Questa settimana: La dichiarazione di Gemma Malley






Titolo La dichiarazione
Autore Malley Gemma
Prezzo     € 16,50
Dati 2008, 304 p., rilegato
Traduttore Massaron S.
Editore Salani 
Anna non avrebbe mai dovuto nascere. Insieme a tutte le Eccedenze come lei, è costretta a vivere in un apposito istituto, per diventare Risorsa Utilizzabile e poter pagare in questo modo il suo "Peccato di Esistenza". Non conosce il Mondo Esterno e non ricorda il proprio passato, è come se fosse nata lì dentro, prigioniera in una Casa d'Eccedenza. Finché in quel luogo spietato e grigio non arriva un ragazzo strano, che non tiene lo sguardo a terra ma guarda tutto e tutti con occhi penetranti e curiosi. E che racconta ad Anna una storia diversa... Nel suo audace debutto narrativo Gemma Malley ci costringe a riconsiderare alcuni miti dominanti nella nostra società, come quelli della bellezza e della giovinezza, e getta una luce inquietante su grandi temi ecologici e politici, quali la sovrappopolazione e la limitatezza delle risorse del nostro pianeta, creando un potente dramma futuristico. Ma "La Dichiarazione" è anche qualcosa in più: il manifesto che l'esistenza ha già in sé e per sé la propria giustificazione e che l'essere utile non ha un valore consumistico ma è all'interno della logica dell'amore.
  

La mia recensione:
Ci troviamo nel 2146 e Anna è una eccedente, un'umana inutile, senza uno scopo. Il mondo in cui vive è infatti composta per lo più da due categorie di persone: gli eccedenti, appunti, come anna e, i legali che hanno il diritto alla vita e alla longevità. Anna non conosce altra vita e odia i suoi genitori per averla messa al mondo. Ma che succede se un nuovo membro di questo mondo, oltre ad avere un certo feeling con lei, le fa capire che quella non è la vita che dovrebbe vivere?
Non ricordo dove ho sentito nominare questo libro per la prima volta, ma fin da quando l'ho conosciuto, ne sono rimasta colpita. Come si è potuto è un distopico e, di tanto in tanto, mi piace leggerli.
Il mondo creato nel libro, è abbastanza semplice, in quanto non vi sono grandi invenzioni eppure non sa di già visto. La popolazione è suddivisa in due grandi gruppi: legali ed eccedenti. Di questi ultimi fa parte Anna. Ma che significa eccedenti? Significa di troppo, che non avrebbero dovuto nascere perchè in questo futuro, gli uomini possono vivere per sempre attraverso delle iniezioni, ma non possono mettere al mondo figli, altrimenti non ci sarebbe spazio per tutti. Per questo Anna vive quasi come una segregata e sotto le dipendenze dei legali, ha determinati compiti da svolgere, deve comportarsi in certi modi. Pena, tra le varie, l'isolamento, la fustigazione. E questo convinzioni, vanno avanti fino a quando non arriva un ragazzo, Peter, che dice di conoscere il suo cognome, di conoscere i suoi genitori, di conoscere una vita vera che non è quella che Anna sta vivendo. Seppur molto riluttante, alla fine decide di credergli e, le avventure, le vicende che si susseguiranno daranno modo alla protagonista di mettere in discussione tutto ciò di cui era sicura.
Anna ha una personalità abbastanza forte, è indipendente e in grado di prendere le proprie decisioni. Anche se segue le leggi, nasconde un piccolo segreto, scrive un diario.
Peter è invece il solito ragazzo sicuro di sè, che non conosciamo benissimo, ma che riusciamo a sentircene affezionati. E' simpatico, un po' sbruffone, ma leale e con i piedi per terra. Tutto ciò ci viene raccontato in due modi: attraverso un narratore onniscente, ovvero esterno ma che conosce tutti i fatti e tramite il diario di Anna. 
In entrambi i casi, il linguaggio utilizzato è semplice, anche se diversificato. La storia sorre bene e si lascia leggere molto facilmente. Ci vengono presentati poi, anche altri personaggi, che non sono totalmente approfonditi, ma sono funzionali alla storia. 
Oltre a tutto ciò ho apprezzato molto la trama, che anche se può sembrare simile a molte altre, ha qualcosa di diverso, qualcosa di speciale, a partire dai vari colpi di scena. Inoltre, anche il mondo creato mi è piaciuto, perchè, seppur semplice, e proprio per questo realistico, per quanto possa esserlo.
Concludendo, vi consiglio questa lettura, forse un po' sconosciuta, ma non per questo meno interessante!


La mia votazione: 
 Bello!



La recensione è questa qui! Stavolta forse sono stata un po' più lunga del solito xD Quando mi piace un libro, quando mi lascia qualcosa, è sempre più facile parlarne e dire qualcosa. Quindi, se la recensione è breve, il più delle volte è perchè non mi ha fatto capire molto, non mi ha colpita, non mi ha fatto battere il cuore xD Ma non sempre è così, ovviamente c'è sempre un'eccezione alla regola ù.ù Anche per voi è più semplice parlare di ciò che vi piace? Penso di essere così anche personalmente parlando, perchè parlare di e con persone/cose che non mi piacciono mi viene molto più difficile. Credo, però, che sia una cosa normalissima xD Va bene, dopo questa riflessione, aspetto i vostri commenti in cui spero di trovare le vostre impressioni! Buona giornata!
Ika.

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